martedì 15 dicembre 2009
Reagan e l'attentato del 1981
Chissà se gli incolpevoli cittadini americani furono condannati, come sta succedendo da noi, ad ascoltare le più fantasiose ricostruzioni non sul fatto, bensì su quel che sta dietro al fatto; complotti e responsabilità del clima di "terrore" che giustifica giri di vite sui cortei e sui social network??
martedì 8 dicembre 2009
Liquidazioni dimezzate
Ricordo come cominciò questa storia. Il trettamento di fine rapporto di lavoro (TFR) è una retribuzione differita, ossia sono soldi già guadagnati dai lavoratori, prima depositati presso le aziende ed erogati al lavoratore al momento della conclusione del rapporto di lavoro per aiutarlo nel momento difficile.
Si è verificato che, talvolta, le aziende non accantonassero le somme ovvero spendessero gli accantonamenti lasciando i lavoratori a bocca asciutta.
Si pensò di invitare, su base volontaria, i lavoratori ad affidare gli accantonamenti del TFR a fondi di investimento. Investimento quindi: Bot, CCT, etc.
Chi non voleva aveva l'assicurazione che gli accantonamenti rimanevano al sicuro presso l'INPS.
Ora lo Stato li preleva per coprire le spese correnti. Per rendere i soldi al lavoratore al momento della cessazione del rapporto di lavoro, lo Stato dovrà ripianare il debito contratto con l'INPS.
COME FARA'?
Ovviamente li prenderà dal prelievo fiscale. Quindi, i lavoratori, come tasse, dovranno ripianare il debito e RIPAGARSI la liquidazione una seconda volta.
La conseguenza è gravissima. Il lavoratore si paga la prima volta la liquidazione con il differimento della retribuzione ed una seconda volta con le tasse.
Insomma paghi due e prendi una!! Ovvero importo dimezzato.
Ottimo affare, non trovate?
venerdì 4 dicembre 2009
Il prezzo della democrazia
Ordinanza suggestiva davvero. E gravida di effetti positivi. E' noto che la concentrazione di extracomunitari in uno stabile forma un ghetto (vedi le banlieu parigine) con grave pregiudizio per l'integrazione, la civile convivenza e l'ordine pubblico, nonchè per il valore dello stabile.
Insomma è preferibile senz'altro evitare che in uno stesso stabile convivano solo famiglie di extracomunitari. Integrazione è un po' commistione recitava il primo Documento programmatico sull'immigrazione del I Governo Prodi del 1998.
Cosa c'è che non va, allora? Perché questa ordinanza positiva, se mai vedrà la luce, sarà subito cassata dal Ministero dell'interno o dalla Corte Costtuzionale?
E' il prezzo della democrazia. I nostri padri e i nostri nonni si sono battuti a costo della vita per affermare il DIRITTO di ognuno di noi di muoversi e soggiornare a proprio piacimento senza che qualcuno pensi quello che sia meglio per noi.
giovedì 26 novembre 2009
Lodo Alfano con legge costituzionale?
Beh, mi sembra un'altra dichiarazione manifesto.
L'articolo 138 della Costituzione prevede che "Le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi, e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione.
Le leggi stesse sono sottoposte a referendum popolare quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. La legge sottoposta a referendum non è promulgata, se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi.
Non si fa luogo a referendum se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti."
Quindi, nel migliore dei casi sei mesi di lavori del Parlamento; poi la tagliola dei due terzi della maggioranza per evitare il referendum.
Uhm, Bel lavoro per un Governo che, ad onta della schiacciante maggioranza in parlamento, va avanti a voti di fiducia. Auguri!
E i problemi REALI del Paese? I disoccupati? il debito pubblico?
mercoledì 25 novembre 2009
Ballarò, la Lega ed il reato di immigrazione clandestina
Le cose non stanno proprio così. Anzi, è proprio per sfuggire a questa Direttiva europea che la Lega ha fortemente voluto l'introduzione del reato di immigrazione clandestina anche nella forma manifesto del pacchetto sicurezza e vuole fotemente che in ogni caso si giunga a sentenza nel reato di immigrazione clandestina.
La Direttiva europea in questione è la 2008/115/CE del 16 dicembre 2008 , non recepita dall'Italia, proprio quella che entusiasticamente Maroni ha dichiarato di voler anticipare portando sempre con il "pacchetto sicurezza" (lettera L comma 22, art.1 legge 15/7/2009) la detenzione (art. 14 del Testo unico immmigrazione n.286/98) nei Centri di Identificazione ed espulsione a 180 giorni.
Purtroppo per gli orientamenti politici della Lega, la Direttiva prescrive ben altro, ossia che l'espulsione coattiva del clandestino deve essere l'ultima ratio per gli Stati membri EU, preceduta dal tentativo del rimpatrio volontario, assistita da garanzie per il rispetto della persona, con sorveglianza del giudice sul trattenimento, con il diritto ad un ricorso effettivo contro l'espulsione, con il divieto di reingresso che non può eccedere i 5 anni, salvo casi eccezionali di pericolo per l'interesse nazionale (attualmente la Lega, con la Bossi-Fini ha portato questo divieto di reingresso per l'espulso sempre a 10 anni). Insomma una serie di garanzie per i cittadini di Paesi terzi che devono essere espulsi. Ma, ovviamente la Lega vuol avere la copertura europea solo sull'aspetto punitivo dell'aumento della detenzione nei CIE.
La Direttiva europea, però, all'articolo 2, offre una scappatoia ai leghisti: "Gli Stati membri possono decidere di non applicare la presente direttiva ai cittadine dei Paesi terzi a) sottoposti a respingimento alla frontiera, b) sottoposti a rimpatrio come sanzione penale o come conseguenza di sanzione penale". Quindi, se la polizia riesce ad eseguire l'espulsione del clandestino o irregolare, non serve la sentenza (si avrà, ai sensi dell'art.1 comma 15 della legge 94/2009 "pacchetto sicurezza", un non luogo a procedere). Se la polizia non riesce ad eseguire subito l'espulsione, la sentenza di condanna non servirà all'applicazione di sanzioni penali quali detenzione o multa, bensì offrirà la possibilità di escludere il clandestino dai benefici e dalle garanzie portate dalla Direttiva europea e privarlo della possibilità del rimpatrio volontario, delle garanzie della possibile gradualità del divieto di reingresso.
Insomma, non il reato di immigrazione clandestina è essenziale per la Lega, bensì una sentenza su tale reato.
Se la Direttiva europea dice che solo i cattivissimi possono esser trattati male, la Lega fa diventare tutti i clandestini cattivissimi per legge, così li può legalmente trattare male.
lunedì 23 novembre 2009
efficacia della comunicazione
Sto leggendo i giornali non azzerbinati al Potere e, fra me e me, rifletto sull’efficacia della comunicazione sui guasti che questo Governo sta portando al sistema Italia.
Ritengo, magari con un po’ di presunzione, che l’efficacia potrebbe esser maggiore se ci si prendesse la briga di lasciar perdere l’attacco frontale e ci si soffermasse sui contenuti formali e sostanziali della comunicazione.
Faccio due esempi.
Il primo errore formale è il “Processo breve”. Articoli ed articoli per spiegare le nefandezze del disegno di legge e poi, nei titoli, ci si adegua alla maggioranza continuandolo a chiamare “processo breve”, anziché – come più giusto – “ammazzaprocessi”, ingenerando la convinzione ed avvalorando quel che dice il Governo, che comunque si tratta di un provvedimento che velocizza la giustizia.
Il secondo esempio è più sostanziale e riguarda il fenomeno dell’immigrazione.
Sulla stampa vicina all'opposizione è stata data rilevanza al bus della vergogna di Milano dove vengono caricati i clandestini, al provvedimento del “bianco natale”, a quello dell’invito alla delazione del clandestino. Queste iniziative sono state bollate come razziste.
Nella forma sono pratiche odiose, ma perfettamente legittime. Dalla Turco-Napolitano, approvata dal centro sinistra nel 1998, in poi tutti i governi di destra o di sinistra hanno usato lo slogan “chi è clandestino deve essere espulso”. Che poi il clandestino venga scoperto con retate, con delazioni o in seguito a controllo dei vigili urbani ha ben poca importanza. Agli occhi della gente, e del diritto, deve essere espulso. Un attacco fondato sulle modalità di applicazione di una legge e non sulla sostanza non mi sembra molto efficace.
Ben altre sono le nefandezze di questa maggioranza in materia di immigrazione, prima fra tutte l’irrisolto sistema di ingresso legale affidato ormai solo alle sanatorie e ad un clic day che arriva, come babbo natale, per un’ora l’anno. Per poi continuare con il contratto di integrazione a punti, altra corbelleria fin ora fortunatamente non realizzata, per finire all’eccesso di burocratizzazione che costringe l’immigrato regolare a instaurare un continuo e defatigante rapporto con la Pubblica Amministrazione a tutto di scapito della sua attività lavorativa.
Di tutto ciò , forse perchè fa parte della quotidianità, ben poco emerge dalle pagine dei giornalimartedì 17 novembre 2009
Alla faccia della coerenza!
Quindi, per l'attuale maggioranza, l'acqua è un bene essenziale alla salute.
Quindi, secondo l'articolo 32 della Costituzione che tutela la salute, l'approvviggionamento idrico è un bene costituzionamente garantito.
E oggi cosa fa questa maggioranza? Pone la fiduxia su un pone la fiducia sul decreto salva-infrazioni che contiene anche la riforma dei servizi pubblici locali, compresa l'acqua.
In parole povere l'acqua del Sindaco che ci viene dal rubinetto, sarà fornita da una società con capitale di maggioranza privato, ossia volto al profitto, ossia a guadagnare, ossia a spillare più soldi a noi cittadini.
Alla faccia della coerenza
