domenica 14 agosto 2011

Le Provincie

Sto leggendo il testo della manovra. Insomma, più che il contributo di solidarietà non c'è molto altro.
Non capisco il modo in cui sono state tagliate le provincie.
Certo, per abolirle tutte bisognava passare per le forche caudine della legge costituzionale; ma mi sembra si sia scelto il modo più pericoloso, il modo sicuro per non far nulla accendendo la miccia del campanilismo.
Eppure.... eppure c'era già pronta la proposta che ho sentito indicare da Tito Boeri, semplice, che non tocca il campanile.
Non abolisce le provincie, bensì tutte le amministrazioni proinciali. In tale proposta viene abolito (con legge ordinaria) il Consiglio provinciale che viene sostituito dall'Assemblea dei Sindaci dei Comuni della Provincia che, al loro interno. eleggono presidente e Giunta.
Prioritario mandato sarà quello di ripartire le competenze  (e personale) fra regione e comuni. La provincia (il campanile (caro agli italiani) rimane, le spese vengono tagliate.

lunedì 6 giugno 2011

Referendum. Perché 4 sì

Da un amico ricevo questa Email che volentieri pubblico nel blog

Domenica (8.00- 22.00) e lunedì (7.00 - 15.00) prossimi si vota per 4 referendum.
Io voto SI' per tutti e quattro e vi spiego perché.

Referendum 1 . Afffidamento del servizio a privati - scheda rossa.
Non discuto che un servizio pubblico possa essere affidato a privati. NON però quando l'utente non può scegliere. Se il servizio pubblco viene affidato a privati che, ovviamente lo fannno per lucro, l'utente non puo' scegliere. DEVE contrare con il privato che gestisce quel servizio. NOn c'è concorrenza come per l'assicurazione auto (e abbiamo visto le inchieste sul cartello degli assicurazioni). Non posso ammettere che un privato lucri senza concorrenza.

Referendum 2. Tariffa dell'acqua commisurata anche alla remunerazione del capitale investito. Scheda gialla.
Che il privato debba guadagnarci è nelle cose. Ma la tariffa che noi paghiamo non può prendere a base di calcolo anche questo parametro. Se il privato investe quattro miliardi deve essere remunerato per il 7%; se il privato investe 24 miliardi deve essere remunerato per questa cifra. E queste cifre non sono commisurate allla qualità del servizio reso.
Non si puo' far questo quando si tratta di beni essenziali ed il consumatore è obbligato ad accettare il servizio.

Referendum n. 3. Centrali nucleari. scheda grigia
Voto sì all'abrogazione. Le centrali nucleari sono mediamente sicure. Dubito che possano ripetersi incidenti tipo Chernobil (anche se Fukuscima insegna il contrario). QUello che non mi piace è lasciare in eredità alle prossime 35 generazioni il problema di smaltimento delle scorie che impiegano migliaia di anni a decadere. Le centrali nuclear funzionano per chi ce l'ha. Noi non le abbiamo e costano un botto. Questi soldi potrebbero essere investiti in energie rinnovabili e per laricerca. E' vero siamo circondati al nord di centrali nucleari in Francia, Austria, Germania e Slovenia. A parte il fatto che anche lì ci stanno ripensando, meglio averle a 250 Km che a 20 Km.

Referendum n.4. Legittimo impedimento. Scheda verde
Esiste l'articol 3 della Costituzione che proclama l'uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. Capisco che chi governa non possa essere intralciato da continui procedimenti penali e, una volta c'era l'immunità parlamentare. Ma se lo si vuole, c'è bisogno di una legge di pari rango costituzionale. Facciano, se ci riescono , un legittimo impedimento di natura di legge costituzionale.
 

Fuga dalla RAI. E' un bene?

Leggo che Santoro approda su LA7.
Forse pure Fazio  e forse pure Ballaro'.

Sono bei programmi con una audience molto alta.
Mi chiedo solo se sia un bene che LA7 assuma una posizione dominante visti anche i record di ascolto del TG di Mentana e di otto e mezzo.


Non mi piacciono le posizioni dominanti. Mi piace più il pluralismo.

venerdì 11 marzo 2011

La festa del 17 marzo e (alcuni) italiani

.
Lavoro in un Ufficio dove, per ogni fatto di attualità politica, arrivano centinaia di e-mail di cittadini che voglion dire la loro.
Successe così con il "legittimo impedimento", con la riforma Gelmini ,etc.
Quello che mi stupisce ora sono le decine e decine di e-mail di cittadini, di quasi tutte le regioni, che protestano per lo "scippo" di uno dei giorni di festività soppresse per far posto alla festa nazionale [solo per quest'anno] del 17 marzo per i 150 anni dell'Unità d'Italia.

Il Decreto legge 22 febbraio 2011 n. 5 reca "Disposizioni per la festa nazionale del 17 marzo 2011" e siccome l'articolo 81 della Costituzione impone la copertura finanziaria di ogni legge, il secondo comma dell'articolo 1 del decreto legge recita:
2. Al fine di evitare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza
pubblica e delle imprese private, derivanti da quanto disposto nel
comma 1, per il solo anno 2011 gli effetti economici e gli istituti
giuridici e contrattuali previsti per la festivita' soppressa del 4
novembre non si applicano a tale ricorrenza ma, in sostituzione, alla
festa nazionale per il 150° anniversario dell'Unita' d'Italia
proclamata per il 17 marzo 2011.

In parole povere, come si desume dalla relazione tecnica al decreto legge, per il 2011 i lavoratori dipendenti italiani invece di scegliere (più o meno liberamente) i quattro giorni di festività soppresse da godere, ne potranno scegliere solo tre, essendo il quarto fisso al 17 marzo.
E, nonostante l'importanza di ciò che si festeggia, tanti tantissimi italiani reputano questo uno "scippo", una "una violenza ai lavoratori costretti sempre a pagare in prima persona", una "forzatura inammissibile", una "compressione dei diritti dei lavoratori non consultati".
Accidenti che amor di Patria!!!! Qui mi sembra che gli italiani, più che amare la Patria amino ancora il panem et circenses di latina memoria.
Per conto mio, il 17 marzo, come mai ho fatto quando la Nazionale di calcio era impegnata in finali di coppa del mondo, inalbererò il tricolore sul miobalcone. E sarebbe bello vedere tutte le finestre e i balconi italiani in BiancoRossoVerde.
.

giovedì 24 febbraio 2011

dalla Libia 300.00 profughi, no 2 milioni. Chi offre di più?

 .
HO paura che il nostro Governo stia continuando ad alimentare la strategia della paura per distogliere l'attenzione da altri problemi interni.
Osservo solo che, quando ci furono gli sbarchi massicci di albanesi nel 1991, separati dall'Italia d aun braccio di mare più breve econfortevole, in totale arrivarono molto meno di 50.000 persone di cui 10.000 con una sola nave, la Valona.

A lampedusa, dalla Libia, nel 2007 erano arrivati complessivamente poco più di 11.000 persone. Nel 2008, quando Gheddafi spingeva per l'accordo (e per i soldi) ne arrivarono poco più di 30.000 utilizzandocirca 400 imbarcazioni.


Domanda: quante navi ci vogliono per trasportare due milioni di persone?
.

martedì 15 febbraio 2011

Maroni, gli sbarchi e l'Europa. Persa una occasione per star zitto

 .
Il Ministro Maroni accusa l'Europa di aver lasciato l'Italia sola a fronteggiare gli sbarchi dal Magreb, la Commissaria risponde che l'Italia ha rifiutato l'aiuto.
Stavolta Maroni, però, evita di usare il termine clandestini e parla di "emergenza umanitaria" per invocare l'aiuto (e 100 milioni di euro) dell'Europa. Dice il Maroni: se in Italia arrivano 80.000 cittadini del Magreb in fuga dai disordini in patria l'Europa deve farsi carico colleggialmente della loro protezione. In teoria l'affermazione è giusta.
Ma conviene all'Italia??
La "emergenza" ha portato in italia poco più di 6.000 persone.
Eurostat, la banca dati dell'Unione europea dice qualcosa di diverso: in Italia le domande di asilo sono state 10.350 nel 2006 e 14.055 nel 2007 (ultimo anno disponibile). In Germania, negli stessi anni 21.030 e 19.165, in Francia 30.750 e 29.160, in Gran Bretagna 28.320 e 27.905, nella piccola Austria  13.350 e 11.920, in Svezia 24.320 e 36.205, nel Belgio (grande come il nostro Lazio) 8.8870 e 11.575. Le tabelle sono qui.

A questo punto ho paura che se Maroni grida un altro po' l'Europa chiederà di compensare realmente gli oneri e l'Italia dovrà versare un bel po' di soldi agli altri parner europei......
.

lunedì 14 febbraio 2011

Tanto per chiarezza

++ BERLUSCONI, PER SCIOGLIERE CAMERE SERVE PARERE PREMIER ++
LA COSTITUZIONE E' CHIARA, CAPO STATO NON PUO' DECIDERE DA SOLO
   (ANSA) - ROMA, 14 FEB - Dopo aver sostenuto che non e'
intenzione del capo dello Stato Giorgio Napolitano di sciogliere
le Camere, Silvio Berlusconi precisa che il solo presidente
della Repubblica, senza una crisi formale, non puo' decidere da
solo, ma deve consultare anche il presidente del Consiglio.
   ''La costituzione comunque prevede che senza una formale
crisi di governo per interrompere anticipatamente una
legislatura occorre che il presidente della Repubblica consulti
sia i presidenti delle Camere che il presidente del Consiglio,
cioe' Silvio Berlusconi'', ha detto il premier nel corso di
'Mattino Cinque'. (segue).

Art. 88 Costituzione
Il Presidente della Repubblica può, sentiti i loro Presidenti, sciogliere le Camere o anche una sola di esse.
Non può esercitare tale facoltà negli ultimi sei mesi del suo mandato, salvo che essi coincidano in tutto o in parte con gli ultimi sei mesi della legislatura.