lunedì 19 ottobre 2009
Lezioni di Islam a scuola?
La Lega dice di no, il PD -ovviamente- è diviso. Normale dialettica politica.
Quello che non è normale è l'intervento della Chiesa.
"Sul tema la Chiesa si è espressa con pareri contrastanti. L'apertura mostrata dal cardinale Renato Raffaele Martino, presidente del Pontificio consiglio per la giustizia e la pace, che già in passato aveva accarezzato l'idea di un'ora di Corano a scuola "con i debiti controlli però", si è scontrata con il pensiero del cardinale Angelo Bagnasco presdiente della Conferenza espiscopale. Mentre monsignor Domenico Mogavero, vescovo di Mazara del Vallo, città con forte immigrazione islamica, e presidente della Commissione Affari giuridici della Conferenza episcopale italiane, assicura che non c'è "nulla in contrario all'ora di Islam nelle scuole", il presidente dei vescovi boccia la proposta: "L'ora di religione cattolica, nelle scuole di Stato, si giustifica in base all'articolo 9 del Concordato, in quanto essa è parte integrante della nostra storia e della nostra cultura. Non mi pare quindi che l'ora di religione ipotizzata corrisponda a questa ragionevole e riconosciuta motivazione". (da Repubblica.it del 19 ottobre 2009).
Ritengo legittimo l'intervento della Chiesa al fine di influenzare le decisioni dei politici italiani riguardo a scelte che influivano sui dogmi cattolici; è il mestiere di ogni religione che, pur in tempi moderni, tende allo Stato confessionale.
Quello che invece non va bene è che i politici si lascino influenzare dalle richieste di oltretevere e motivino la contrarietà alla proposta facendo proprie le ragioni della Chiesa cattolica.
E stavolta, per quel che può valere, sono contrario anche io. Vorrei tanto eliminare l'ora di religione (per la quale l'attuale ministro vuol pure inserire il voto che fa media), ma non si può.
Vorrei tanto che nella scuola si insegnasse un po' più di filosofia, si spiegasse ai ragazzi le differenze e le convergenze di tutte le religioni, si dibattesse del bisogno umano di trascendenza.
Al di là della singola religione, per capire che tutte son state create dall'uomo per cercar di soddifare quel bisogno.
Sono un utopista??
mercoledì 14 ottobre 2009
La Binetti, l'omofobia, le quote rosa
Al di là delle sterili polemiche sulla sessuofobia, sul rispetto dei diritti umani e sull Stato razzista, le due tesi di dirritto che si sono contrapposte sono esattamente quelle delle "quote rosa" e possono così riassumersi.
1) L'articolo 3 della Costituzione afferma che tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge (uguaglianza formale). Esiste già l'aggravante di aver compiuto il reato per futili motivi. Affermando l'aggravante connessa all'orientamento sessuale, si dovrebbe poi prevedere un'aggravante specifica per ogni reato contro una categoria debole. Così come si sostiene che non esiste una ragione per privilegiare le donne nelle liste elettorali, in quanto si vogliono canditati/e bravi/e e non candidate donne o candidati uomini.
2) L'articolo 3 della Costituzione impone alla Repubblica di rimuovere gli ostacoli che limitano la libertà dei cittadini (uguaglianza sostanziale). Siccome, in questo particolare momento storico sono in aumento i reati compiuti contro gli omosessuali, si prevede una aggravante specifica per contrastare, come già avvenuto per chi guida in stato di ebbrezza, questo odioso tipo di reato. Così come, partendo dal dato di fatto della scarsissima presenza femminile nel nostro Parlamento, si cerca, con le "quote rosa" di risollevare la situazione.
Sono entrambe tesi degne di rispetto. La prima volta più all'eguaglianza formale volta a non creare un "diritto speciale", la seconda volta a riequilibrare, con un diritto speciale, una situazione, di fatto squilibrata.
Quello che non riesco a capire è l'atteggiamento della Binetti. Non perchè abbia votato contro, ma per le sue giustificazioni (spero che Repubblica.it abbia capito male): "Per come era formulata la legge, le mie opinioni sull'omosessualità, e quelle di tante altre persone, potevano essere individuate come un reato".
Accidenti, la Binetti cova idee violente sull'omosessualità??? Ecco, questo proprio non posso sopportarlo.
lunedì 12 ottobre 2009
Divieto di velo?
Secondo me, questo è un enorme errore. L'hanno già fatto i francesi e se ne sono pentiti.
Nessuno può dire che burqa, niqab, hijab o il semplice velo sono "negazione di diritti fondamentali". Lo sono solo se imposti.
Ritengo che non si possa dire che nella scuola non debbano entrare simboli che abbiano a che fare con la religione.
Gli alunni non sono portatori di laicità. Vengono per apprendere anche la laicità. Sono portatori di usanze, obblighi morali, doveri appresi in famiglia. Molti portano il velo per tradizione e per non recare offesa ai genitori.
Il divieto di simboli anche astrattamente riferiti alla religione DEVE sussistere, invece, per gli insegnanti, per gli arredi, per il personale non docente. Siamo, spero, un Paese laico con una scuola pubblica laica. Gli insegnanti devono esser portatori di uno spirito laico. Gli insegnanti devono far comprendere agli studenti che portare il velo, il niqab, la kippah, o la croce al collo è una scelta libera e non una costrizione. Sta solo alla loro volontà se indossarlo o meno.
Se questo messaggio passa, avremo compiuto un grosso passo avanti sulla strada dell'emancipazione. Questo sarebbe un bel segnale.
Chiesa supina e muta
ho letto la lettera sulla “Chiesa supina e muta” pubblicata ieri, domenica 11 ottobre, su La Repubblica ed il suo commento. L’argomento dell’influenza della Chiesa sulla vita pubblica mi appassiona e mi piacerebbe esporre il mio pensiero.
Sono d’accordo con il lettore che la Chiesa abbia il dovere di portare la sua testimonianza anche nella vita pubblica. E DEVE farlo proprio perché è connaturato ad una organizzazione confessionale esser totalizzante fino alla esclusione dalla comunità (scomunica) per chi, anche nello svolgimento di pubbliche funzioni, devia dalla dottrina ufficiale.
Comprendo anche il cardinal Bagnasco che cerca di influenzare le leggi e condivido il suo divieto alle donne, anche atee, ad assumere la pillola RU486. La religione (qualsiasi religione) non può ammettere che esistano spazi al di fuori di essa o persone che ad essa non appartengono; al massimo le considera pecorelle smarrite che, prima o poi, torneranno all’ovile. Non vorrei sbagliarmi, ma mi sembra che l’attuale pontefice sostenne che non si può parlare di “dialogo interreligioso” in quanto la Chiesa non può ammettere di trattare alla pari con “altre” religioni, perché sarebbe come ammetterne la esistenza e la validità.
Lo Stato confessionale è la naturale e logica aspirazione della Chiesa cattolica, come dell’Islam, come di qualsiasi altre religione, vedi anche la fortissima influenza che i monasteri buddisti hanno su tutta la vita dei villaggi nei quali sorgono.
La Stato laico è una invenzione recente e l’affrancazione dell’uomo dai [presunti] dettami della divinità è stata sempre avversata dalla Chiesa che vede messa in dubbio la sua funzione di esclusiva interprete del volere della divinità.
L’Italia, secondo le leggi che si è data, dovrebbe essere uno Stato laico, ossia indipendente da ordini che arrivano da [presunti] interpreti di volontà divine. Non, quindi, le manovre di Bagnasco per influenzare le leggi sono da condannare, perché fa il suo dovere. Son da condannare i nostri parlamentari e governanti che si fanno influenzare. Essi sono stati eletti in uno Stato laico e hanno giurato sulla costituzione e non sulla Bibbia o sul Vangelo.
Sono essi che dovrebbero sapere e conoscere che non tutti gli italiani vogliono esser governati dai precetti cattolici.
Sono essi che dovrebbero rispondere alle richieste d’oltre tevere come risponderebbero alle richieste di un qualsiasi altro capo di altra religione.
Sono essi che spesso, per compiacere il Vaticano, diventano più realisti del re.
Ed è colpa nostra che li abbiamo votati.
La ringrazio per l’attenzione.
venerdì 9 ottobre 2009
Auguri a Barak Obama
La sua elezione ha suscitato grandi speranze nel mondo. Strano, però, che la nazione più presente nei teatri di guerra del pianeta abbia ben 4 Premi nobel per la pace fra i suoi 44 Presidenti, più 1 fra i vicepresidenti e uno fra i Segretari di Stato (Kissinger)
Obama è il terzo esponente di spicco del partito democratico americano a vincere il Nobel per la pace dopo l'ex vicepresidente Al Gore nel 2007 e Jimmy Carter nel 2002. Obama è inoltre il quarto presidente Usa (il terzo in carica) insignito del Nobel. Prima di lui lo ottennero Theodore Roosevelt (l'unico repubblicano) nel 1906, Woodrow Wilson nel 1919 e Jimmy Carter che lo ottenne nel 2002, a 22 anni dalla fine del suo mandato alla Casa Bianca, più Al Gore nel 2007.
Forse, più che per meriti acquisiti, viste le difficoltà che sta incontrando con il bel progetto della riforma sanitaria negli U.S.A., il buon Obama aveva bisogno di un aiutino.....
giovedì 8 ottobre 2009
Berlusconi e Napolitano
Difficile riuscire a capire veramente l'iperscrutabile linguaggio dei giudici.
Ma non riesco a capire una cosa. I giornali e le agenzie sono piene degli sfoghi di Berlusconi. Certo, per lui, la sentenza della Corte Costituzionale di ieri non è certo stato un regalo piacevole. E, quando una persona è arrabbiata, spesso gli sfuggono frasi a dir poco sorprendenti.
Il nostro Presidente del Consiglio se l’è presa, fra gli altri, anche con il Capo dello Stato, fino all’altro giorno lodato per la sua imparzialità anche per aver firmato il cd. scudo fiscale, accusandolo di non aver esercitato la sua influenza per convincere
Posso capire che la sentenza di ieri, non ancora depositata e aspetto di leggerla prima di commentarla sia – almeno per quanto se ne sa – un po’ diversa, nelle motivazioni da quella che, nel 2004, dichiarò incostituzionale il lodo Schifani
Infatti, in quella, come rilevato dallo stesso titolare del Quirinale, non veniva rilevata la necessità di una legge costituzionale, a meno che l’inciso “restano assorbiti gli altri motivi di illegittimità” usato dalla Corte nel 2004 non volesse includere anche la violazione dell’art. 138 Costituzione e sulla necessità di una legge costituzionale.
Però... però, cosa centra il Capo dello Stato? Ma veramente Berlusconi pensa che il nostro Presidente della Repubblica poteva compiere un gesto simile in palese violazione della distinzione ed indipendenza dei poteri? Mi sa che c’è dell’altro.
E anche l’affermazione, stamattina, che tutta
Un Presidente di parte sarebbe molto facilmente attaccabile e messo all'angolo, ridotto a fare il notaio degli atti di un Governo che possiede in Parlamento una amplissima maggioranza.
Un Presidente imparziale e garante delle istituzioni, la cui popolarità ache fra gli elettori del Centro destra è in continuo aumento, è un grosso ostacolo per l'idea che l'Attuale Capo di governo si è fatta per il futuro italiano.
Secondo me è questo il motivo degli attacchi scomposti e poco comprensibili e delle ridicole giustificazioni addotte, tipo quella che l’Italia è diventata ormai una Repubblica Presidenziale perchè gli italiani conoscevano le pendenze giudiziarie di Berlusconi e lo hanno votato lo stesso.mercoledì 7 ottobre 2009
Lodo Alfano e le chiacchiere
Hanno tirato in ballo anche l'attuale titolare del Quirinale che, secondo i vari schieramenti DEVE o NON DEVE firmare.
Ma quanti si sono letti la Costituzione, il lodo Schifani il lodo Alfano, la sentenza della Corte sul lodo Schifani, le motivazioni della non firma del Decreto Englaro?
Io mi sto studiando le carte. Poi, se ci capisco qualcosa, esprimerò una opinione.
Qualche link utile
"lodo Schifani"
Lodo Alfano
motivazioni sulla firma del Presidente della Repubblica sul "Lodo Alfano"
Sentenza sul lodo Schifani
Motivazioni della non firma del Capo dello Stato sul "decreto Englaro"
