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lunedì 13 luglio 2009

Beppe Grillo e il PD

Sto leggendo i commenti all'intenzione di Grillo di candidarsi.
Si va dal pacato entusiasmo alla richiesta di impedirne l'iscrizione al PD.
Penso che già domani dirà che è stata una provocazione. Difficilmente Grillo si sottoporrà ad una conta.
Ma anche se fosse vero? Impedirgli l'iscrizione mi sembra ancora peggio e ridicolo.
Si va ad una conta e dopo ognuno saprà quanto vale.
So che ciò fa paura ai Signori delle Tessere, quelli che già se ne sono accaparrate decine di migliaia.
Ma il "peso" si vedrà alle primarie.
Come Beppe, personalmente preferisco Englaro.
Io voterò per Marino, voi liberi di scegliere.

domenica 12 luglio 2009

Ancora su Marino e la questione morale

Mi ha stupito la quantità di critiche che si è abbattuta su Marino dopo il suo intervento in favore di una maggiore attenzione sulla scelta dei coordinatori dei circoli PD.
In effetti una critica spropositata su una affermazione di indubbio buon senso.
Tutti, prorio tutti i maggiorenti del PD che sparano ad alzo zero? Mi par strano.
Ho paura che dietro ci sia ben altro.
Vi ricordate non più di na settimana fa l'intervista a Repubblica dell'unica vincitrice del PD alle ultime europee, la Serracchiani?
Ad un certo punto la Serracchiani definì "simpatico" Franceschini. Apriti cielo. Tutto il big del PD a sparare a zero contro la povera Debora, l'unica winner del partito. Dava fastidio, è chiaro.
La Serracchiani ha capito e subito è rientrata nei ranghi, conformandosi al partito e sostenendo uno dei candidati da questo scelto.
Ho paura, ripeto, che questo spiegar di forze contro una dichiarazione di Marino abbia lo stesso scopo. "Attenzione, hai varcato i limiti dell'ortodossia. Stai attento che possiamo distruggerti quando vogliamo".
Ripeto:
  1. L'affermazione di Marino su una maggior attenzione alla scelta di chi deve guidare altre persone nei corcoli mi trova pienamente d'accordo.
  2. l'attacco a Marino mi sembra pretestuoso e volto solo ad intimidirlo
  3. per me è l'ultima chance. Se vince il partito apparato non vado più a votare. Appena posso emigro.

sabato 11 luglio 2009

Marino e la questione morale

Leggo sul web che Marino si è domandato se sia meglio procedere con più attenzione alla scelta dei coordinatori dei circoli, visto che la persona sopettata di essere il violentatore seriale di Roma - coordinatorde di circolo PD - era già stato condannato per tentata violenza sessuale.
Apriti cielo, critiche pesanti dalla Bindi a Franceschini ed anche in blog favorevoli a Marino!.
Non mi sembra che una maggiore attenzione nella scelta di chi ha il compito di guidare politicamente altre persone guasti e condivido la scelta di Marino di chiedere un certificato penale a chi si unisce a lui.
Fareste voi andare vostra figlia a riunioni condotte da uno che è stato condannato per tentata violenza sessuale?

Mi fanno paura i cacciatori di tessere.

venerdì 10 luglio 2009

Ilvo Diamanti e le procedure del PD

Ilvo Diamanti, nella sua rubrica BUSSOLE su Repubblica.it fa un'analisi impietosa delle procedure che porteranno alla nomina/elezione del nuovo Segretario del PD.
La trovate qui.



martedì 7 luglio 2009

Sogno o son desto?

Che guaio la politica. Una volta era tutto più semplice. C'era la destra fascista, il centro democristiano con i suoi cespuglietti, il Partito Comunista dei grandi ideali e dal ferreo apparato, il Partito Socialista che italianamente ondeggiava dall'uno all'altro.
La destra era fuori, il PCI un passettino dentro, la DC governava tramite la Segreteria. Il Governo non aveva un grande ruolo, tranne il cd. sottogoverno, anzi se c'era qualche discussione sui "turni" da ministro, si faceva un governo balneare e si andava in vacanza. Il Quirinale, allora, era abbastanza organico al governo e faceva poche storie.
Il quadro , fortunatamente, è cambiato. Abbiamo due schieramenti, anche se compositi, che si alternano al governo e il Quirinale è arbitro imparziale.
Ma.... ma c'è qualcosa che non va.
Una volta esistevano le idee. Attorno a queste idee i partiti raccoglievano il consenso degli elettori (sì, c'erano altri metodi, ma lasciamo perdere le patologie).
Oggi è diverso. Viene prima il consenso e poi, questo consenso serve ad imporre le proprie idee.
Ma come raccogliere il consenso?
Pachi di pasta? Promesse di lavoro? una scarpa destra ora e la sinistra ad elezione avvenuta?
No. Ci vuole qualcosa che raggiunga tutti e la parte emozionale di ognuno.
Ci vuole un sogno! "I've a dream!" disse un tizio tanti anni fa che conquistò le masse.
Purtroppo i ragionamenti non vanno più. La gente non vuol fare la fatica di pensare. Vuole sognare.
Se si guarda al panorama politico italiano i vincitori sono quelli che hanno promesso sogni, anche senza realizzarne neppure uno, basta che il sogno sia talmente generico da non poter essere esattamente definito e continuabile a sognare anche in presenza di evidenti segni contrari.
Berlusconi aveva promesso ricchezza per tutti e meno tasse per tutti. Nisba, sogni non realizzati, ma gli italiani ci credono ancora, pure i pensionati ed il reddito fisso, quelli che evadere non possono.
La Lega aveva promesso il federalismo e sicurezza. Nisba, sogni non realizzati. Il federalismo fiscale è uno scatolone vuoto, pieno di buoni principi, che potrebbe esser riempito di tutto e del contrario di tutto. IL Disegno di legge Sicurezza, più che sicurezza produrrà burocrazia e non è altro che un pugno sul tavolo, che fa il botto , ma non fa danni. Eppure, nonostante il quotidiano stupro e la quotidiana rissa, la gente sogna ancora.
Di Pietro aveva promesso moralità e difesa dei valori. A parte la non chiara gestione dele carte valori all'interno della sua stessa casa e i suoi reiterati attacchi al Presidente della Repubblica, non molto ha realizzato tranne il famoso detto di Bartali "E' tutto sbagliato, è tutto da rifare". Eppure ha raddoppiato i voti.
Il PD si arrovella per togliere il velo davanti agli occhi degli italiani, si arrabatta con cifre e tabelle per dimostrare che le promesse fatte dal PDL non potranno essere mantenute. Non tira fuori una cifra che non possa esser dimostrata e perde. Perde rovinosamente.
D'altra parte i sogni premiano anche dall'altra parte dell'oceano. Mai e poi mai un afroamericano negli States avrebbe potuto vincere se non promettendo un sogno. "I've a dream!" ha detto lo scorso anno e ha conquistato le masse. Appunto.
Non è bello. Lo so, non è per niente bello, per chi è abituato a lavorare sulle proprie idee e cercare di spiegare che, anche se alcuni immigrati delinquono, spesso sono obbligati a farlo dal complicatissimo obbrobbrio di leggi in materia. oppure illustrare agli elettori la curva del PIL che si vorrebbe incrociare con la curva delle aliquote.
Purtroppo la maggioranza degli elettori preferisce sognare altre curve e non sentirsi reponsabili dei pasticci normativi del parlamento.
Chi si vuol cimentare al governo del Paese (o dell'opposizione) dovrà fare i conti con quanto sopra.
Non dico che dovrà lanciare uno spot, ma un sogno sì. Un sogno che unisca e leghi insieme la gente.

lunedì 6 luglio 2009

Ancora sulla sindrome del Santo Salvatore

E' di questi giorni la notizia che "nuove scosse" minacciano il Governo. Sfiducia al Parlamento? Aumento del deficit? Leggi sbagliate? No! Nientepopodimeno che nuove foto "pruriginose" sui divertimenti intimi del nostro primo ministro.
Ma possibile mai che l'opposizione deve ricorrere a questi mezzi? Sperare in un fatto esterno, in una buccia di banana? In un santo che ti viene a salvare?
Queste sono le conseguenze di una politica dettata solo dall'essere contro.
Spero che chi si appresta a correre per divenire il leader del maggior partito di opposizione ne tenga conto.

sabato 4 luglio 2009

ancora sul PD

Stasera sono stato alla presentazione della candidatura di Ignazio Marino alla guida del Pd.
beh, finalmente qualcuno che non usa il condizionale. Che dice che la posizione di un Partito deve esser discussa, anche pesantemente al uso interno, con la base, e poi difesa fino in fondo, unitariamente.
Non è differenza da poco, visti i precedenti dove la posizione del PD su un dato argomento era molto simile alla posizione del Unione Europea in politica estera.
Mi piace.
In bocca al lupo

venerdì 3 luglio 2009

No, quei due ho paura che non vanno!

Non ho proprio nulla contro Franceschini e Bersani. Sono due ottime persone ed entrambi potrebbero ben incarnare il leader di un partito di centro-sinistra, con o senza trattino. Riconosco loro onestà intellettuale e bontà dei loro programmi.
Peccato che rappresentino esattamente ciò che ha portato il PD ad una percentuale risibile di consenso ed alla fuga degli elettori e dei simpatizzanti.
Purtroppo il PD soffre il peccato originale di essere un fritto misto non amalgamato. Su ogni argomento, su ogni decisione, bisogna pesare le parole come e più del manuale Cencelli. Mai una posizione chiara. Vedi la questione del testamento biologico, dei pacs, del referendum del mese scorso. Nelle dichiarazioni dei leader del PD mai che si trovasse un sì o un no. Sempre un forse.
Per questo ho paura che i pur bravi Franceschini e Bersani non possano tirar su il Partito.
Ci vuole una persona che non faccia parte del partito-apparato. Che abbia il coraggio delle proprie idee. Faccio un esempio: qualcuno che ci liberi dall'ossessione del residuo potere temporale della Chiesa (vedi libri di Augias) che nulla ha a che vedere con la religione. Qualcuno che ci dica che i vescovi cattolici tedeschi distibuiscono dei modelli per il testamento di fine vita con disposizioni che riguardano anche l'obiezione all'idratazione e al nutrimento. Vescovi cattolici di Santa Romana Chiesa.
Ma questo qualcuno avrà un ostacolo in più. Quello di superare il fuoco ad alzo zero che i maggiorenti del partito-apparato gli riserveranno, come hanno già riservato alla Serracchiani.

mercoledì 1 luglio 2009

Partito ed apparato

Come volevasi dimostrare.
Appena una persona premiata dagli elettori fa una dichiarazione di scelta di campo, subito l'apparato le si rivolge contro. Per paura.
Un volto nuovo (anche se solo per i media) ottiene un plebiscito dagli elettori e, come è giusto che sia, rende alla stampa dichiarazioni (forse non proprio del tutto felici) sul percorso che intende seguire.
Subito il vecchio apparato spara a zero, prendendo a pretesto solo un'affermazione (è simpatico!) e tralasciando tutto il resto.
Poi ci vengono a dire che il PD vuole cambiare.
Quando l'apparato è così forte ed uso a confrontarsi solo con se stesso, veramente appare come i due capponi di Renzo.
Quando nel PD si renderanno conto che gli elettori votano non solo un programma, ma anche un sogno? Obama e Berlusconi sono lì per dimostrarlo.

lunedì 29 giugno 2009

Il Congresso del Partito Democratico

Si infittisce il dibattito sul prossimo congresso del Partito Democratico. Per ora i candidati sono due. Entrambe validissime persone, con senso dello Stato ed animate da ottime intenzioni. Basterà? Ho personalmente una ottima idea dei (per ora) due candidati. Basteranno le loro doti? O si porteranno dietro l'antica querelle mai sopita del partito con il dualismo degli antichi Segretari che hanno attraversato due o tre cambiamenti di nomi.
Insomma, niente di nuovo. Gli schemi rimarranno gli stessi, con le vecchie manfrine e con i vecchi compromessi.
Ho paura che l'ottimo risultato elettorale della Lega abbia insegnato poco e niente al PD.
Una idea, sola; e molta, molta coerenza, quasi una fede, senza mai scendere al compromesso.
Non so chi possa essere il candidato ideale che possa risuscitare l'idea dl PD.
Ma ci vuole una persona che abbia dalla sua la coerenza, la laicità che abbia perseguito una idea senza scendere a compromessi.
Solo così gli elettori disillusi potranno ritrovare il gusto di ributtarsi nella mischia, non contro qualcuno o contro qualcosa, ma per qualcuno e per qualcosa.
Qualcuno che abbia titoli personali e non solo all'interno del partito.
Sarà difficile trovarlo e ancora più dificile che il Partito possa farsi da parte e supportarlo.
Ma ci spero. Spero che ciò avvenga.