giovedì 9 luglio 2009

Di Pietro e la sindrome del santo salvatore

Oggi, sulla Global Edition del New York Times, Antonio Di Pietro ha pubblicato una intera pagina a pagamento per "urlare" alla comunità internazionale lo scandalo del lodo Alfano.
Ancora un attacco della sindrome del santo salvatore. Aiuto, Aiuto, veniteci a salvare. Come se i potenti del mondo si dessero pena di ristabilire la democrazia in un altro Paese. Dopo tutto quello che c' è stato in Iran, dal G8 è uscita solo la parola "deplorazione".
Anche il grande Obama, prodigo di elogi, nella sua visita al Quirinale, alla "integrità" di Napolitano, ha smentito con forza le accuse mosse alla leadership italiana del G8.
Come noi, del resto. A parole deploriamo la mancanza di dirtti umani in Cina, ma abbiam fatto la coda a firmare contratti con gli industriali al seguito del leader cinese.
E' inutile aspettare aiuti dall'esterno. Non si tratta di lavare i panni sporchi in famiglia, ma di prendere atto dell'inutilità di certe azioni che, anzi, mostrano tutta la debolezza di chi le intraprende.
Se un Governo non ci piace, l'unica strada è la mobilitazione interna e sconfiggerlo alle elezioni.
Significa anche armarsi di santa pazienza e spiegare, senza slogan, agli italiani usi solo a filtrare la realtà nazionale con la TV, quello che succede realmente.
Tanto Obama, Sarkozy e la Merkel non votano in Italia.

mercoledì 8 luglio 2009

Un soffio di internazionalità

Ho appena ascoltato le dichiarazione del Presidente Napolitano e del Presidente Obama rese alla stampa al Quirinale.
Quello che mi ha stupito sono state le parole di sincera ammirazione di Obama per il nostro Presidente.
Ascoltate in inglese, senza traduzione, le lodi di Obama sono apparse sincere e sentite. "Sapevo - ha detto - del grandissimo consenso che riscuote il Presidente Napolitano fra gli italiani per la sua statura politica, per la sua cultura, per la sua storia. Dopo l'incontro posso confermare non solo quanto ciò sia vero, ma va oltre ogni mia immaginazione".
Ma c'è di più. Oltre a quelli consueti sulla cultura, sullo spirito, sulla levatura morale, Obama ha usato due volte una parola non molto consueta in diplomazia per descrivere un leader politico: integrity (dal Ragazzini: integrità morale, onestà)
Ce ne è bisogno in Italia.
il testo del discorso di Obama è qui: http://www.whitehouse.gov/the_press_office/REMARKS-BY-PRESIDENT-OBAMA-AND-PRESIDENT-NAPOLITANO-OF-ITALY-AFTER-BILATERAL-MEETING/

martedì 7 luglio 2009

Sogno o son desto?

Che guaio la politica. Una volta era tutto più semplice. C'era la destra fascista, il centro democristiano con i suoi cespuglietti, il Partito Comunista dei grandi ideali e dal ferreo apparato, il Partito Socialista che italianamente ondeggiava dall'uno all'altro.
La destra era fuori, il PCI un passettino dentro, la DC governava tramite la Segreteria. Il Governo non aveva un grande ruolo, tranne il cd. sottogoverno, anzi se c'era qualche discussione sui "turni" da ministro, si faceva un governo balneare e si andava in vacanza. Il Quirinale, allora, era abbastanza organico al governo e faceva poche storie.
Il quadro , fortunatamente, è cambiato. Abbiamo due schieramenti, anche se compositi, che si alternano al governo e il Quirinale è arbitro imparziale.
Ma.... ma c'è qualcosa che non va.
Una volta esistevano le idee. Attorno a queste idee i partiti raccoglievano il consenso degli elettori (sì, c'erano altri metodi, ma lasciamo perdere le patologie).
Oggi è diverso. Viene prima il consenso e poi, questo consenso serve ad imporre le proprie idee.
Ma come raccogliere il consenso?
Pachi di pasta? Promesse di lavoro? una scarpa destra ora e la sinistra ad elezione avvenuta?
No. Ci vuole qualcosa che raggiunga tutti e la parte emozionale di ognuno.
Ci vuole un sogno! "I've a dream!" disse un tizio tanti anni fa che conquistò le masse.
Purtroppo i ragionamenti non vanno più. La gente non vuol fare la fatica di pensare. Vuole sognare.
Se si guarda al panorama politico italiano i vincitori sono quelli che hanno promesso sogni, anche senza realizzarne neppure uno, basta che il sogno sia talmente generico da non poter essere esattamente definito e continuabile a sognare anche in presenza di evidenti segni contrari.
Berlusconi aveva promesso ricchezza per tutti e meno tasse per tutti. Nisba, sogni non realizzati, ma gli italiani ci credono ancora, pure i pensionati ed il reddito fisso, quelli che evadere non possono.
La Lega aveva promesso il federalismo e sicurezza. Nisba, sogni non realizzati. Il federalismo fiscale è uno scatolone vuoto, pieno di buoni principi, che potrebbe esser riempito di tutto e del contrario di tutto. IL Disegno di legge Sicurezza, più che sicurezza produrrà burocrazia e non è altro che un pugno sul tavolo, che fa il botto , ma non fa danni. Eppure, nonostante il quotidiano stupro e la quotidiana rissa, la gente sogna ancora.
Di Pietro aveva promesso moralità e difesa dei valori. A parte la non chiara gestione dele carte valori all'interno della sua stessa casa e i suoi reiterati attacchi al Presidente della Repubblica, non molto ha realizzato tranne il famoso detto di Bartali "E' tutto sbagliato, è tutto da rifare". Eppure ha raddoppiato i voti.
Il PD si arrovella per togliere il velo davanti agli occhi degli italiani, si arrabatta con cifre e tabelle per dimostrare che le promesse fatte dal PDL non potranno essere mantenute. Non tira fuori una cifra che non possa esser dimostrata e perde. Perde rovinosamente.
D'altra parte i sogni premiano anche dall'altra parte dell'oceano. Mai e poi mai un afroamericano negli States avrebbe potuto vincere se non promettendo un sogno. "I've a dream!" ha detto lo scorso anno e ha conquistato le masse. Appunto.
Non è bello. Lo so, non è per niente bello, per chi è abituato a lavorare sulle proprie idee e cercare di spiegare che, anche se alcuni immigrati delinquono, spesso sono obbligati a farlo dal complicatissimo obbrobbrio di leggi in materia. oppure illustrare agli elettori la curva del PIL che si vorrebbe incrociare con la curva delle aliquote.
Purtroppo la maggioranza degli elettori preferisce sognare altre curve e non sentirsi reponsabili dei pasticci normativi del parlamento.
Chi si vuol cimentare al governo del Paese (o dell'opposizione) dovrà fare i conti con quanto sopra.
Non dico che dovrà lanciare uno spot, ma un sogno sì. Un sogno che unisca e leghi insieme la gente.

lunedì 6 luglio 2009

Ancora sulla sindrome del Santo Salvatore

E' di questi giorni la notizia che "nuove scosse" minacciano il Governo. Sfiducia al Parlamento? Aumento del deficit? Leggi sbagliate? No! Nientepopodimeno che nuove foto "pruriginose" sui divertimenti intimi del nostro primo ministro.
Ma possibile mai che l'opposizione deve ricorrere a questi mezzi? Sperare in un fatto esterno, in una buccia di banana? In un santo che ti viene a salvare?
Queste sono le conseguenze di una politica dettata solo dall'essere contro.
Spero che chi si appresta a correre per divenire il leader del maggior partito di opposizione ne tenga conto.

sabato 4 luglio 2009

ancora sul PD

Stasera sono stato alla presentazione della candidatura di Ignazio Marino alla guida del Pd.
beh, finalmente qualcuno che non usa il condizionale. Che dice che la posizione di un Partito deve esser discussa, anche pesantemente al uso interno, con la base, e poi difesa fino in fondo, unitariamente.
Non è differenza da poco, visti i precedenti dove la posizione del PD su un dato argomento era molto simile alla posizione del Unione Europea in politica estera.
Mi piace.
In bocca al lupo

venerdì 3 luglio 2009

No, quei due ho paura che non vanno!

Non ho proprio nulla contro Franceschini e Bersani. Sono due ottime persone ed entrambi potrebbero ben incarnare il leader di un partito di centro-sinistra, con o senza trattino. Riconosco loro onestà intellettuale e bontà dei loro programmi.
Peccato che rappresentino esattamente ciò che ha portato il PD ad una percentuale risibile di consenso ed alla fuga degli elettori e dei simpatizzanti.
Purtroppo il PD soffre il peccato originale di essere un fritto misto non amalgamato. Su ogni argomento, su ogni decisione, bisogna pesare le parole come e più del manuale Cencelli. Mai una posizione chiara. Vedi la questione del testamento biologico, dei pacs, del referendum del mese scorso. Nelle dichiarazioni dei leader del PD mai che si trovasse un sì o un no. Sempre un forse.
Per questo ho paura che i pur bravi Franceschini e Bersani non possano tirar su il Partito.
Ci vuole una persona che non faccia parte del partito-apparato. Che abbia il coraggio delle proprie idee. Faccio un esempio: qualcuno che ci liberi dall'ossessione del residuo potere temporale della Chiesa (vedi libri di Augias) che nulla ha a che vedere con la religione. Qualcuno che ci dica che i vescovi cattolici tedeschi distibuiscono dei modelli per il testamento di fine vita con disposizioni che riguardano anche l'obiezione all'idratazione e al nutrimento. Vescovi cattolici di Santa Romana Chiesa.
Ma questo qualcuno avrà un ostacolo in più. Quello di superare il fuoco ad alzo zero che i maggiorenti del partito-apparato gli riserveranno, come hanno già riservato alla Serracchiani.

mercoledì 1 luglio 2009

Partito ed apparato

Come volevasi dimostrare.
Appena una persona premiata dagli elettori fa una dichiarazione di scelta di campo, subito l'apparato le si rivolge contro. Per paura.
Un volto nuovo (anche se solo per i media) ottiene un plebiscito dagli elettori e, come è giusto che sia, rende alla stampa dichiarazioni (forse non proprio del tutto felici) sul percorso che intende seguire.
Subito il vecchio apparato spara a zero, prendendo a pretesto solo un'affermazione (è simpatico!) e tralasciando tutto il resto.
Poi ci vengono a dire che il PD vuole cambiare.
Quando l'apparato è così forte ed uso a confrontarsi solo con se stesso, veramente appare come i due capponi di Renzo.
Quando nel PD si renderanno conto che gli elettori votano non solo un programma, ma anche un sogno? Obama e Berlusconi sono lì per dimostrarlo.